Il colesterolo è un componente essenziale per la nostra sopravvivenza. Oltre ad essere indispensabile per la sintesi della  vitamina D, della bile e di alcuni ormoni, come il testosterone ed  il cortisone, è soprattutto responsabile della rigidità della membrana delle cellule animali.

Assicura la stabilità meccanica delle cellule e regola il passaggio di determinate sostanze attraverso la membrana cellulare.

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Il colesterolo viene prodotto naturalmente dal nostro organismo, anzi buona parte di quello presente è da noi sintetizzato. L’analisi dei valori colesterolo nel sangue suggeriscono una produzione media di 800 mg/gg; oltre a tale quantità solitamente ne introduciamo circa 300 mg/gg ingerendo gli alimenti.

È molto difficile stabilire dei corretti livelli di riferimento, dei livelli benchmark, valori cioè mediamente ”normali” poiché, come visto in precedenza, il colesterolo totale presente nel nostro organismo è il risultato della sommatoria di più valori (HDL, LDL, VLDL, etc). Solo l’analisi del reciproco rapporto quantitativo e qualitativo tra le singole componenti permette di valutare correttamente il significato reale della “colesterolomia totale”. Discriminante ulteriore nell’individuazione del livello di allarme per il colesterolo nell’organismo è rappresentata dall’eventuale presenza di altri fattori di rischio quali: fumo, sedentarietà, diabete, ipertensione, fattori genetici, sesso, etc.

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Alti livelli di colesterolo nel sangue sono predisponenti a problematiche cardiovascolari; ed è proprio in questa circostanza che diviene ancora più importante l’attenzione posta nella corretta alimentazione e nello svolgimento di un’adeguata attività fisica.

È necessario imparare a conoscere l’apporto di grassi saturi ed insaturi tipico di ciascun alimento, poiché cibi con elevate quantità di grassi saturi causano l’innalzamento del livello della colesterolomia. I grassi saturi li ritroviamo in tutti cibi di origine animale ed in modo particolare nelle carni grasse, nel latte, nei formaggi, burro, etc.

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Di seguito vengono riportate le carte del rischio cardiovascolare redatte dall’Istituto Superiore di Sanità, specificamente compilate per il nostro territorio. L’igresso in una tabella piuttosta che in un’altra è in funzione del sesso e della presenza di un soggetto diabetico o meno.

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Utile ausilio per scelte alimentari più consapevoli e salutari è rappresentato dall’attenta analisi delle etichette dei singoli prodotti. Informazioni da leggere, oltre a quelle inerenti il quantitativo di calorie, sono sicuramente quelle relative  al colesterolo, i grassi saturi ed i grassi totali presenti per unità di prodotto (solitamente 100 gr.), ma vediamo qualche dettaglio in più.

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L’attività fisica condotta in modo regolare può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari; tali benefici si ottengono grazie alla riduzione del LDL, all’incremento del colesterolo HDL, alla riduzione dei trigliceridi, alla riduzione del peso ed in ragione della migliore efficienza di polmoni e del sistema cardiovascolare.

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